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Martedì, 25 Giugno 2019

Precari in Calabria, a Lamezia Terme iniziativa Udc per un’exit strategy

"Dobbiamo cercare di lasciarci il precariato alle spalle per dare prospettive di stabilità a tanti lavoratori la cui utilità in tanti enti locali e territoriali è sotto gli occhi di tutti". Francesco Talarico, presidente del Consiglio regionale, non ha titubanze "Dobbiamo cercare di lasciarci il precariato alle spalle per dare prospettive di stabilità a tanti lavoratori la cui utilità in tanti enti locali e territoriali è sotto gli occhi di tutti". Francesco Talarico, presidente del Consiglio regionale, non ha titubanze a dirlo davanti allo stato maggiore dell’Udc, segreteria calabrese e gruppo regionale, riunito a Lamezia Terme per fare il punto sulle iniziative realizzate e messe in cantiere per un’exit strategy da un problema tramutatosi negli anni in un incubo per migliaia di famiglie calabresi.

Da sinistra: il segretario Udc Calabria Michele Trematerra, il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, il ministro Gianpiero D'Alia, il presidente della regione Scopelliti e il capogruppo Udc Ottavio Bruni.


Assieme a lui, per discutere di ciò che è stato fatto nelle ultime settimane e di quello che si dovrà fare in futuro per chiudere una partita storica, il ministro per  la pubblica amministrazione e la semplificazione, Gianpiero D’Alia, il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, il segretario regionale dello scudocrociato Gino Trematerra e il capogruppo alla Regione del partito Ottavio Gaetano Bruni. "Abbiamo approvato, prima Regione in Italia – ha rivendicato Talarico - la Legge 1 del 2014 che recepisce in pieno il decreto legislativo 125 all'interno del quale sono previsti gli elenchi del precariato, un elemento questo che contribuisce a mettere ordine anche in altre situazioni ereditate dal passato". I conti, del resto, sono presto fatti: "in Calabria – ha spiegato Talarico - c'è un bacino di precari fatto da 7.000 persone di cui 5.000 sono Lsu-Lpu. L'impegno assunto con il Consiglio regionale del 19 dicembre, però, ha prodotto risultati tangibili. E di questo ringraziamo il ministro D'Alia per il contributo che ci ha dato. Perchè avere avuto dall'Esecutivo nazionale i 25 milioni di euro necessari a coprire gli arretrati del 2013  stato certamente un fatto estremamente positivo. Ancora di più se aggiungiamo i 50 milioni di euro che la legge mette a disposizione degli Enti utilizzatori dei precari per la loro stabilizzazione. La cifra di tutta la misura decisa dall’esecutivo nazionale era pari a 126 milioni di euro e una grande fetta di questa è stata destinata alla Calabria. Si tratta di un finanziamento straordinario che il Governo ha voluto fornire alla nostra regione. E’ vero: c'è ancora tanto da fare nel campo del lavoro e dell'occupazione e su questa strada intendiamo proseguire".
“La buona politica – ha detto Trematerra in un breve saluto da padrone di casa – ha bisogno di informazioni chiare e dirette. Il nostro obiettivo è quello di lavorare in questo senso per affrontare e risolvere i problemi. E la presenza del ministro D’Alia, sempre attento alle problematiche che vive la nostra terra è un ulteriore stimolo a lavorare in sintonia con il Governo per superare le emergenze”. “L’anno che si è aperto – ha sostenuto dal canto suo Bruni – lascia intravvedere, grazie alle scelte fatte in Consiglio regionale, la possibilità di cogliere uno spiraglio di luce nel buio attuale. C’è una rinnovata speranza che bisogna alimentare con decisioni e interventi concreti”.
L’intesa tra il governo nazionale e la Regione “c’è ed è importante” come ha confermato il ministro D’Alia che, illustrando l’attività del suo dicastero, ha anche fissato modalità e tempi per affrontare e risolvere il problema precariato nel quadro delle azioni di rinnovamento e modernizzazione della pubblica amministrazione, in particolare nel Mezzogiorno.  "Abbiamo avviato, in sinergia con la Regione Calabria – ha detto il ministro - un percorso virtuoso per arrivare alla soluzione del problema dei precari Lsu-Lpu. Certo non si tratta di un problema che si può risolvere in un anno ma sarà necessario almeno un triennio. Posso dire comunque che i due livelli istituzionali, Governo e Regione Calabria, hanno fatto un buon lavoro. Do atto inoltre che le decisioni che sono state prese in questa Regione sono state di particolare importanza". "Non si è trattato - ha proseguito il Ministro - solo di rivendicazioni legate all'ottenimento di risorse ma sono state avanzate proposte concrete di soluzione. Soprattutto, ed è quel che più conta, alla base delle azioni portate avanti c'è stato un progetto diverso rispetto a quelli del passato e, su questa novità di approccio, abbiamo investito ottenendo buoni risultati".
Disoccupazione, inoccupazione, fuoriuscita dal mondo del lavoro. I vari aspetti dell’universo precarietà in Calabria sono stati affrontati dal governatore Scopelliti. "Oggi, a differenza di quanto accadeva solo quattro anni addietro - ha rilevato il governatore - il presidente della Regione non ha risorse aggiuntive a disposizione perché la Calabria è sottoposta al regime del Piano di rientro in materia di sanità. Questo si traduce nel fatto che 120 milioni di euro non si possono utilizzare. Per questo dico, e continuerò a ripeterlo fino alla noia, o, almeno fino a quando chi dovrà rendersene conto non lo farà, che la battaglia della sanità in Calabria è assolutamente prioritaria. E non solo per ragioni politiche ma anche e soprattutto per la capacità di spesa che potremmo mettere in campo una volta rimesso ordine ai conti del settore”. “Attualmente – ha spiegato Scopelliti - il problema più grave che abbiamo davanti riguarda i lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali e della mobilità. Si tratta di un bacino enorme per il nostro territorio, parliamo di 16-19 mila persone, un numero difficile da gestire  e le cui esigenze anche il Governo centrale, nonostante tutti gli sforzi operati, non riesce a soddisfare se non parzialmente". "Sempre in materia di occupazione - ha detto ancora Scopelliti - stiamo orientando e pianificando i nostri interventi futuri. E sul Fondo sociale europeo, sul quale molto probabilmente avremo una capacità di spesa di 500/600 milioni di euro, abbiamo già individuato assieme all'ufficio competente del Dipartimento e all'assessore regionale Nazzareno Salerno la strategia da mettere in campo nel brevissimo periodo per creare nuova occupazione".