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Lunedì, 23 Settembre 2019

Udc: "Nessuna fuga in avanti per la scelta del candidato alla presidenza della Regione"

“Nessuna fuga in avanti per quanto concerne il dibattito politico regionale. In questa fase occorre discutere della progettualità di sviluppo più adeguata per una regione del Mezzogiorno come la Calabria, piuttosto che di organigrammi e di candidati alla Presidenza della “Nessuna fuga in avanti per quanto concerne il dibattito politico regionale. In questa fase occorre discutere della progettualità di sviluppo più adeguata per una regione del Mezzogiorno come la Calabria, piuttosto che di organigrammi e di candidati alla Presidenza della Regione.Aula7 Soprattutto occorre  un confronto politico, da intensificare ancora di più ed in tutte le sedi  con il Ncd, al fine di  discutere  dei prossimi scenari che si prefigurano anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e con un’impostazione che possa essere quella più congeniale per i tanti  bisogni dell’economia e della società civile calabrese”. E’ quanto è emerso dalla riunione del Comitato regionale dell’Udc svoltasi l’altro giorno a Lamezia Terme  ed alla quale hanno preso parte tutti i dirigenti del partito, l'intero Gruppo regionale inclusi i suoi esponenti di primo piano nelle Istituzioni. “L’Udc calabrese - ha sintetizzato l’ampio dibattito svoltosi il segretario regionale on Gino Trematerra -  è soddisfatto del risultato elettorale conseguito nel voto per l’Europa  che rappresenta la migliore performance d’Italia ed ha garantito all’on Cesa un risultato  brillante  che gli ha spianato la strada per Bruxelles”. Nel corso del dibattito del Comitato regionale dell’Udc, si è espressa “una forte perplessità circa il ‘botta e risposta’ del momento concernente la scelta del candidato alla Presidenza della Regione. L’esito e l’amplificazione mediatica di questo dibattito incentrato sui personalismi – è stato detto – non ci  pare né utile né  convincente, anzi rischia di non far comprendere quali sono stati le luci (tante) e le ombre (che pure ci sono state) dell’esperienza di governo della Regione in questi ultimi anni e peggio ancora rischia  di non entusiasmare l’elettorato moderato che rifugge sia dai richiami del centrosinistra che dalle semplificazioni populistiche del momento. L’Udc ritiene che la politica sia prima di tutto assunzione di responsabilità e risoluzione pragmatica dei problemi dei calabresi, perciò occorre prestare attenzione agli errori che potrebbero ridurre  lo spazio elettorale dei moderati e concentrarsi con l’urgenza che la situazione esige sulla costruzione di una proposta politica che, valorizzando quanto di buono finora è stato portato a compimento, sappia guardare alle sfide dei nuovi tempi”. Nel  prosieguo del confronto, è stato ricordato che “l’Udc ha accettato di rinnovare la Regione stringendo, nel 2010, un ‘patto’  col presidente Scopelliti che, anche grazie al nostro apporto istituzionale e di governo,  ha funzionato proprio perché alla sua base c’era un’idea di Calabria da concretizzare  e che, nonostante le difficoltà economiche divenute più acute  dal 2010 in avanti al punto da colpire in particolare le aree più svantaggiate del Paese, ci ha consentito di produrre importanti  provvedimenti legislativi ed amministrativi.  Ora, osservando  il dibattito che si è aperto in Calabria  sia nel centrodestra che  nel centrosinistra, riteniamo che sia fondamentale non    dare priorità alle scelte personali o ai nomi da indicare alla guida della prossima coalizione che dovrà assumersi l’onere di guidare la Regione,  ma al progetto ed alla squadra con cui proseguire l’azione di rinnovamento di cui la Calabria ha assoluto bisogno”.  Il segretario del partito, on Trematerra, nel trarre le conclusioni, ha affermato che “e’ semplicemente disorientante dare enfasi a ‘primarie si primarie no’ o a  nomi e cognomi di politici quando non vi è ancora una piattaforma di proposte da elaborare in comune fra gli alleati e da sottoporre in un secondo momento al mondo associazionistico, alle forze economiche, sociali e culturali della Calabria. Una strategia simile, come già mi è capitato di dire – ha concluso Gino Trematerra – non solo a noi non sarebbe gradita, ma dimostrerebbe che chi la fomentanon ha contezza della gravità  della sfida che i populismi hanno lanciato al sistema democratico in sé, sia in Europa che in Italia e quindi anche in Calabria”. Infine, sempre nel corso del Comitato regionale dell’Udc, i tanti interventi hanno ribadito “l’urgenza di riaffermare valori e istanze della cultura democratica cattolica e riformista di cui noi moderati siamo erediti ed interpreti. L’essenza stessa di quella cultura, che  poggia sul dialogo e il  confronto, ci carica di responsabilità, soprattutto in questa fase in cui i  radicalismi possono accentuare il disagio che la gente esprime e raccogliere consensi, cosi come è avvenuto per  il rinnovo del Parlamento europeo”.