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Giovedì, 15 Novembre 2018

Il Consiglio regionale affronta l’emergenza ambientale dopo la tragedia di Civita. La relazione dell’assessore Francesco Russo e le conclusioni del Presidente Mario Oliverio

Un dibattito lungo e approfondito, ricco di suggerimenti e di indicazioni di iniziative, ha segnato la riapertura delle attività politico-istituzionali a Palazzo Campanella. Sotto la presidenza del presidente Nicola Irto, l’aula ha ascoltato la relazione introduttiva sull’unico punto all’ordine del giorno dei lavori, svolta dall’assessore Francesco Russo, per fare il punto dopo iol tragico evento di Civita.

“Bisogna riflettere su una serie di emergenze che il crollo del ponte Morandi richiama alla nostra attenzione – ha detto Russo – e che il Piano regionale dei Trasporti votato dal Consiglio regionale nel 2016 ha raccolto già. La nostra regione – ha proseguito Russo - è stata nei tempi interessata da fenomeni naturali devastanti, tant’è che ‘l’azione nove’ del Piano è rivolta interamente alla sicurezza in un quadro strategico chiaro. Va da sé – ha continuato l’assessore Russo – che le scelte si devono compiere non sulla scorta di un momento emozionale ma devono avere a base la conoscenza del territorio. Bisogna riflettere e ragionare sui nodi infrastrutturali con interazione di persone  - ha continuato Russo - che sono gli elementi sui quali la Calabria sta progredendo, una delle regioni che più di ogni altra è intervenuta, ad esempio, sull'edilizia scolastica e sull'adeguamento sismico.
Si sta lavorando su 500 edifici scolastici e su più di 200 si è in attesa di finanziamenti. I comuni sono stati supportati per pervenire all'adeguamento perché sulle scuole bisogna intervenire e non ci si può fermare. Inoltre, il sistema stradale e gli investimenti di manutenzione ordinaria vanno posti all'attenzione relativamente alla sicurezza, mentre si registra un ritardo per le infrastrutture extra ANAS e dunque sulle strade provinciali e comunali.  Due le direttrici propedeutiche – ha detto Russo - agli interventi: lo studio sulle dinamiche di flusso e il monitoraggio delle infrastrutture. Rimane però necessario – ha concluso - aprire un tavolo con il Ministero al ramo finalizzato ad un piano straordinario a supporto delle infrastrutture”.
Il consigliere Claudio Parente (Forza Italia), intervenendo, ha posto all’attenzione del Consiglio la necessità di “avere, in caso di emergenza, un sistema di evacuazione dei centri ospedalieri e se il sistema della Protezione civile regionale sia in condizione di fare fronte a questo tipo di emergenze”. Per il consigliere Giuseppe Aieta (Partito Democratico), “le misure prese dalla Giunta regionale per gli edifici scolastici è davvero epocale, con una forte e positiva interazione con i comuni per ovviare ai disastri creati dall'abolizione delle Province. Oggi si sta agendo opportunamente – ha detto Aieta -  e la volontà di interlocuzione dei sindaci col Presidente Oliverio è frutto della giustezza delle azioni intraprese”. Il consigliere Fausto Orsomarso (Misto), nel suo intervento, ha auspicato che “il dibattito non resti una semplice discussione fine a se stessa. La gestione del rischio va affrontata – ha proseguito - tenendo presente le responsabilità cui gli amministratori vanno incontro. E’ inoltre necessario definire le priorità di intervento attraverso l'approvazione di un piano, che dovrà valere per gli amministratori regionale presenti e futuri, per i sindaci, che andrebbero supportati tecnicamente, con il necessario coinvolgimento degli organi professionali ed un confronto serrato con il Governo. Le procedure per gli interventi – ha sottolineato Orsomarso - andrebbero definite puntualmente per evitare che gli amministratori vengano coinvolti in azioni penalmente rilevanti”.
Il consigliere Franco Sergio (Moderati per la Calabria), ha detto che “è  necessario mettere in atto tutte le azioni utili per ovviare a fatti disastrosi in un contesto normativo in cui le Regioni sono state investite di maggiori responsabilità.  Le misure adottate, purtroppo, si sono rivelate insufficienti per salvare le vite umane nel fiume Raganello ed il sistema di allertamento si è rivelato inefficace. E’ però incomprensibile – ha rilevato Sergio -  la ricaduta di critiche e responsabilità sui sindaci”. Franco Sergio, inoltre, ha chiesto “il potenziamento rapido delle risorse umane per la Protezione civile ed una inversione di tendenza perché fatti di tale gravità non abbiano a ripetersi. Il consigliere Domenico Bevacqua (Partito Democratico), ha affermato che “il lavoro del governo regionale è stato copioso: mancavano strumenti di programmazione finalizzati ad un efficace intervento ed è stato approvato il QRT, la legge urbanistica ed altre norme per attrezzare la Calabria ad affrontare preventivamente le problematiche. E’ inoltre necessaria – ha detto Bevacqua - una visione di insieme che porti all'armonizzazione del territorio e la tragedia di Civita deve portare ad una riflessione ed all'individuazione di regole ed azioni che evitino il verificarsi di fatti tragici. Bisogna coinvolgere ed interessare il Governo per un'azione mirata nei confronti della Calabria che è una regione particolare ed unica dal punto di vista morfologico”. Per Domenico Tallini (Forza Italia), “l’argomento centrale che andrebbe sviscerato  riguarda la Protezione civile ed i suoi apparati. La Protezione civile deve essere in grado di affrontare le emergenze, non una struttura di facciata, deve essere organizzata perché finanziamenti importanti sono stati persi per ritardi ingiustificabili, e incapacità e ritardi impediscono l'utilizzo dei fondi comunitari”. Tallini, inoltre, ha posto all’attenzione dell’aula “la mancata fornitura dei pluviometri per ritardi riconducibili all'azione della funzionaria Rizzo. Per questo, chiedo – ha detto - che venga accertata la capacità di intervento della macchina di Protezione civile, mettendo fine all'attuale esperienza assolutamente negativa”, e ha invitato il presidente Oliverio a vigilare sulle modalità di reperimento del personale, richiesto da Tansi, e sulla legittimità delle procedure.
Il Orlandino Greco (Oliverio Presidente) ha detto che “nonostante l'evidente finalità dell'odierna seduta, la discussione non è entrata, a parte la relazione dell'assessore, nel merito della discussione. E’ invece necessaria un'analisi rigorosa delle situazioni di sicurezza delle infrastrutture e dei rischi ad esse connessi”. Greco ha inoltre detto che “è necessario tranquillizzare i cittadini che il ponte di Catanzaro e quello di Genova in comune hanno soltanto il nome del progettista. Resta comunque tutta intera  - ha sottolineato – la necessità di programmare in tempi stretti, ove necessario, azioni di consolidamento delle opere”. Greco ha affermato di “condividere la proposta del consigliere Orsomarso relativamente all'approvazione di una mozione per il coinvolgimento degli organi preposti alla gestione dell'emergenza e delle infrastrutture”. Il consigliere Alessandro Nicolò (Misto), nel suo intervento, ha rilevato “lo stato di urgenza e necessità di intervento, e si appalesa necessaria un'azione bipartisan finalizzata al superamento delle emergenze. La Calabria presenta criticità che vanno affrontate su diversi livelli e la politica non può esimersi dal fare la propria parte”. Il consigliere Carlo Guccione, relativamente alla tragedia del Raganello, ha detto che “sia impellente le responsabilità, così come andrebbe accertata la responsabilità sul mancato posizionamento di pluviometri, che probabilmente, avrebbero potuto evitare la tragedia. Il quadro della situazione infrastrutturale della Calabria è allarmante e bisogna evitare le ritualità istituzionale, varando un  programma concreto, anche aprendo una vertenza istituzionale col Governo”.
Sulla Protezione civile regionale, Guccione ha detto che “è questione centrale. Bisogna intervenire per scardinare i potentati, con una scelta chiara finalizzata ad una inversione di tendenza che porti ad una svolta”. Ha chiesto al presidente Nicola Irto una seduta sul federalismo con il federalismo poichè la presa di posizione di alcune regioni potrebbe comportare una ulteriore riduzione delle risorse destinate alla Calabria ed alle regioni del Sud”.
Il Gianluca Gallo(Casa delle Libertà) ha detto di “ritenere insufficiente la relazione introduttiva della Giunta regionale: un lungo elenco della spesa, di opere da ammodernare e di interventi da effettuare ai quattro angoli della Calabria, ma neppure una parola, o quasi, sulle misure da adottare per rendere sicuro uno dei più grandi parchi naturali d'Europa. Inutile prendersi in giro, e deve saperlo anche il Governo centrale: senza finanziamenti e azioni mirate non si andrà da nessuna parte. Troppo facile provare a scaricare ogni responsabilità su un sindaco incolpevole e tacere, ad esempio, dell'inadeguatezza della rete pluviometrica o del sistema di allertamento meteo. Insomma, verificare se ciò che doveva e poteva essere fatto sia stato fatto o meno è doveroso, ed è in primis compito della magistratura, ma non possiamo restare a guardare: la Regione deve investire risorse proprie, quelle disponibili, ed ottenerne di nuove da Roma e Bruxelles per ridurre il rischio idrogeologico in tutta la Calabria e, nello specifico, per garantire la sicurezza lungo il torrente Raganello. Per questo ho proposto che si dia corso a un progetto speciale per Civita: per fare delle sue Gole uno dei siti più sicuri d'Europa e per rendere ancor più attrattivo il borgo. Credo sia quello che serve e va fatto. A meno di non voler rinunciare ad un pezzo di territorio che il mondo ci invidia e ad un modello di sviluppo che, pur con le sue criticità, in questi anni è stato di esempio per tante realtà». Il consigliere Giuseppe Giudiceandrea  (Democratici Progressisti), ha invece detto che “la relazione della Giunta regionale rende merito al lavoro messo in campo. Relativamente all'opera della Protezione civile – ha affermato Giudiceandrea - ci sono dati obiettivi che testimoniano la rivoluzione messa in campo da Tansi. Sulla  tragedia del Raganello – ha sottolineato -  si cercano responsabilità dove responsabilità non esistono. I soccorsi sono stati immediati ed hanno evitato una tragedia di ancora più ampia portata”.
Per il consigliere Giuseppe Pedà (Forza Italia), “è necessario  mettere in campo azioni finalizzate alla prevenzione ed attenzionare tanti altri siti a rischio. E’ opportuno dare anche il supporto adeguato ai volontari che si spendono per sopperire alle carenze istituzionali, anche se per una buona azione di prevenzione sono necessarie risorse umane e strumentali molto più consistenti”.
Nelle sue conclusioni, il presidente della Regione Mario Oliverio ha posto in evidenza “la morfologia del territorio calabrese, complessa e soggetta a rischio di natura idrogeologica. L'intervento umano, nel tempo, ha accentuato il rischio, e oggi è necessario porre rimedio attraverso scelte coraggiose ed impopolari che non può registrare sensibilità diverse. L'ipotesi di sviluppo- ha rilevato Oliverio - deve poggiare sulla difesa del suolo, mentre risorse rilevanti sono state impegnate sul rischio sismico. La manutenzione delle opere però è necessaria e fondamentale e l'adeguamento sismico deve interessare anche l'edilizia privata. Gli eventi tragici che hanno colpito il Paese – ha detto ancora Mario Oliverio - non possono che imporre un'azione mirata all'adeguamento delle infrastrutture. Sul Raganello occorre mantenere alto il senso di equilibrio poiché le responsabilità non possono ricadere sui sindaci perché si è trattato di un evento assolutamente straordinario”. Il presidente della Regione, in seguito, ha chiesto di “evitare strumentalizzazioni poiché il posizionamento dei pluviometri non è stato oggetto di attenzione delle precedenti amministrazioni. La Protezione civile è un pilastro della Regione – ha affermato - e l'esposizione dal punto di vista delle responsabilità è del Presidente della Giunta. I dirigenti preposti alla gestione della Protezione civile devono rispondere ad alcuni requisiti ed ove sia impossibile reperirli in seno all'amministrazione, saranno reperiti attraverso bando pubblico. La Protezione civile – ha proseguito Mario Oliverio -  ha fatto passi enormi e l'individuazione di Tansi è scaturita dalla valutazione sulle competenze tecniche”.