Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Mercoledì, 22 Maggio 2019

Il Consiglio regionale approva all’unanimità l’integrazione delle aziende ospedaliere ‘Pugliese Ciaccio’ e Mater Domini.

L’Assemblea legislativa presieduta da Nicola Irto ha dato il ‘via libera’ alla costituzione della più grande struttura sanitaria regionale: ‘Pugliese Ciaccio’ e il Policlinico universitario ‘Mater Domini’ diventano così un ‘unicum’, un grande centro di studi e di cura per la popolazione calabrese, dentro cui già convivono importanti realtà dell’eccellenza medica.

Il progetto di legge bipartisan (di iniziativa dei consiglieri regionali Mirabello, Ciconte, Esposito, Parente, Scalzo, Tallini e Bova) ha avuto lunga gestazione prima di approdare in Aula per la definitiva trattazione, mesi di discussione propedeutica con i dirigenti del dipartimento regionale della Sanità e con l’ex Commissario straordinario Massimo Scura, con il precipuo intento di scongiurare sin dall’inizio ogni potenziale conflitto con il Governo per l’insorgere di potenziali ricorsi alla Corte costituzionale, e permettere alla più vasta platea di operatori socio-sanitari ed ai comuni dell’area centrale calabrese, in primis quello di Catanzaro, di partecipare alla costruzione di quella che appare come una grande sfida straordinaria che potrebbe far ripartire la riorganizzazione dei servizi ospedalieri in Calabria, riducendo così la continua emorragia di risorse di bilancio che copre la così detta ‘migrazione sanitaria’ dei calabresi in cura in altre regioni.
Il presidente Mario Oliverio, nel suo intervento, ha voluto ringraziare “quanti si sono impegnati nella definizione del progetto di legge, che adesso richiede un lavoro di continua attenzione poiché questa integrazione significa rivoluzionare l’intero sistema sanitario calabrese. Sono occorsi venticinque anni – ha sottolineato Oliverio -  prima di questa approvazione, e questo significa che a lungo la politica in Calabria non era riuscita a trovare una sintesi ampiamente condivisa e che adesso giunge esaltando la centralità del Consiglio regionale”. Mario Oliverio, inoltre, ha ribadito “l’assoluta contrarietà al sistema del commissariamento della sanità in Calabria, che ha prodotto solo danni alle strutture e delusioni per la nostra gente, sia quando al governo regionale era maggioranza il centrodestra o il centrosinistra. E addirittura – ha detto ancora Oliverio – la ministra Grillo continua ad annunciare fuori dalle sedi istituzionali di volere accentuare i caratteri del commissariamento, a cui noi abbiamo già risposto sollevando problemi di costituzionalità”.
La trattazione del secondo punto all’ordine del giorno dei lavori – la riforma della legge elettorale con l’introduzione della seconda preferenza di genere sulla scheda – è stata rinviata alla prossima seduta, già prevista per il prossim0 25 marzo.