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Domenica, 21 Luglio 2019

TechNest: il nido della teconologia calabrese dove crescono le grandi idee

Continuiamo il nostro viaggio tra le realtà positive della Calabria, perché convinti che troppo spesso la cronaca offuschi il buono che offre la nostra regione.

I titoli di giornali e i grandi scandali non fanno che contribuire a costruire un’immagine degradante della regione ma, fermo restando il sacrosanto diritto di cronaca, riteniamo che sia legittimo anche raccontare la Calabria positiva: d’altronde anche questa è cronaca. La storia di oggi si chiama TechNest. Si tratta di un incubatore di imprese che eroga servizi logistici e specialistici alle startup high tech, che ospita percorsi formativi di diffusione della cultura di impresa come il PhD 3.0 per dottorandi di ricerca, gestito dal Liaison Office dell’Unical. Facciamo un piccolo salto indietro e spieghiamo cosa sono gli incubatori di impresa. Tra le definizioni ufficiali di incubatore c’è quella della Commissione europea, che dice “un incubatore d’impresa è un’organizzazione che accelera e rende sistematico il processo di creazione di nuove imprese”. In breve, si tratta di organizzazioni che offrono ad aziende, start-up e professionisti una serie di servizi di supporto indispensabili per trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale concreto e avviare una nuova impresa. Si tratta di un “ambiente protetto” in grado di accelerare il processo di trasformazione di un’idea in attività vera e propria, capace di generare profitto.

Gli incubatori possono essere pubblici, privati o misti (se utilizzano fondi sia pubblici sia privati) e si rivolgono non solo alle giovani imprese e microimprese in fase di avvio dell’attività, ma anche a professionisti che abbiano idee valide e imprese consolidate che vogliono aprire un nuovo ramo d’azienda. Gli obiettivi dell’incubatore possono essere molteplici: lo sviluppo economico di un’area svantaggiata, la creazione di occupazione, la nascita di start-up in settori innovativi, la diffusione dell’imprenditorialità e la commercializzazione di tecnologia. L'Università della Calabria sostiene e incentiva la costituzione, lo start-up e l’accelerazione di imprese innovative attraverso il TechNest, gestito dal Liaison Office d’Ateneo.

«La nostra struttura ha due funzioni. La prima è supportare i docenti nel reperire fondi per la ricerca, e lo facciamo monitorando costantemente le fonti di finanziamento europee, nazionali e regionali, inviando loro un’informativa settimanale. La seconda azione – spiega il delegato alla ricerca e trasferimento Unical e responsabile del Liason Office e TechNest Giuseppe Passarino – è aiutare i docenti a trasformare le ricerche in qualcosa di economicamente utile, aiutando a brevettare e far partire spin-off. Questo è il senso vero di ciò che si intende per trasferimento tecnologico». L’Università della Calabria, ad oggi, accoglie oltre 40 imprese spin-off, 11 incubati nel Technest e gli altri collocati nei dipartimenti dell’università. Quarantotto i brevetti attualmente in possesso del TechNest, 120 quelli registrati dall’inizio dell’attività.

Prof. Giuseppe Passarino

L’incubatore, con il suo personale specializzato, coadiuva i ricercatori nel capire il potenziale economico delle loro ricerche e li ha accompagna nelle fasi di brevettazione e, successivamente, di nascita e di crescita della loro impresa in modo da valorizzare i loro prodotti di ricerca. Le imprese ospitate, tutte ad altissimo contenuto di innovazione, hanno grande visibilità internazionale (con un mercato che va dagli Stati Uniti, all’Europa, al Giappone), hanno creato lavoro per i neolaureati e indotto innovazione nel territorio. «Qui le idee dei nostri giovani – aggiunge il professor Passarino – vengono seguite e aiutate a crescere; le mettiamo in contatto con investitori e altre aziende che possono essere interessate ai loro prodotti. Il nostro lavoro ha un doppio beneficio, non solo aiutiamo i nostri ricercatori a farsi conoscere e sviluppare le loro idee rendendole concrete e vantaggiose per il mercato, ma dall’altro attiriamo grandi aziende, anche colossi internazionali, qui, in Calabria. Abbiamo aziende internazionali che hanno aperto sedi non sulla carta, ma concretamente, assumendo centinaia di nostri laureati e quindi creando posti di lavoro. Tutto questo trasferimento tecnologico, dunque, viaggia su due canali: promuove le buone idee e aumenta l’interazione, creando posti di lavoro. Questa è la Calabria positiva di cui spesso non si ha conoscenza. Da qui, le nostre aziende parlano e si relazionano con il Giappone e l’America, oltrepassano i meri confini regionali e sono proiettati sul mercato internazionale. Non esiste una ricetta magica – conclude Passarino – per lo sviluppo globale della nostra regione, ma è inconfutabile il fatto che noi siamo un esempio positivo da seguire e sostenere sempre con maggiore tenacia».

Nel 2018 sono stati investiti circa 560 milioni in startup italiane: il dato è fornito dall’agenzia Agi. Il dato è stato calcolato mettendo insieme gli investimenti fatti dai fondi di venture capital, acceleratori e incubatori sul territorio nazionale e business angels (490 milioni circa), quelli raccolti attraverso le principali piattaforme di crowdfunding (30 milioni) piu’ alcune operazioni ufficiali fatte da privati e investimenti a debito (40 milioni). Le cifre del 2018 sono state 5 volte superiori rispetto al 2017, quando l’AGI aveva calcolato un investimento pari a soli 110 milioni di euro. Dunque, in questo quadro positivo per startup e operatori, rientra certamente anche l’attività svolta del TechNest dell’Unical.

Bandendo la retorica, la strada è tracciata: è necessario solo perseguirla concretamente attraverso l’azione politica.