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Lunedì, 21 Gennaio 2019

La sfida di Patrizia Sorrentino: un brand che faccia sentire la donna adeguata ad ogni occasione

Eleganza, semplicità, bon ton, comodità o trasgressione. Un abito non è semplicemente un oggetto, ma un modo per esprimere se stessi.

E lo è da sempre, caratterizzando popoli,  divenendo spesso storia, trasformandosi in base ai tempi, arrivando, per restare nei confini del nostro paese, ad essere uno dei settori trainanti dell'economia nazionale, tanto da far conoscere il cosiddetto made in Italy in tutto il mondo.
Una realtà che non conosce crisi, ma che impone ricerca, conoscenza, capacità di carpire tendenze ed attitudini, di leggere l'attualità e le esigenze in chiave creativa.  
Ne parliamo con Patrizia Sorrentino, giovane imprenditrice calabrese, cofondatrice di un brand ("di donne per le donne" ci tiene a precisare!) le cui realizzazioni stanno conquistando anche il mondo dello spettacolo e delle influencer, tanto da essere state indossate, per citare qualche nome, da Mariagrazia Cucinotta, Justine Mattera, dalla conduttrice calabrese Roberta Morise, o dalla pr, organizzatrice di eventi a livello nazionale, Ezia Modafferi.

La moda, passione da sempre: prima nel settore come commerciante per anni e da generazioni, oggi da imprenditrice che la crea. C'è un filo conduttore tra queste due attività che, a primo impatto, sembrerebbero molto diverse?
“Un filo conduttore esiste ed è proprio la passione. Sono cresciuta a contatto con il settore respirando da sempre l’ambiente, seppur tramite diverse espressioni rispetto quelle che mi riguardano attualmente. Anche i miei studi si sono indirizzati verso l’economia aziendale, così da proseguire il percorso avviato dalla mia famiglia cercando di caratterizzarlo, però, con processi differenti: dinamiche innovative che ho incamerato grazie alla formazione universitaria sviluppata interamente a Milano. Nel capoluogo lombardo, infatti, durante l’iter formativo, sono entrata in  contatto con le mie attuali socie e con professionisti, a vari livelli, del ramo in cui adesso opero. Il know- how acquisito durante quell’esperienza ho voluto, poi, trasferirlo nell’azienda familiare, ma, nel contempo, ho continuato a mantenere i contatti con coloro che hanno accompagnato il mio cammino di studi e che mi hanno affiancato nella pianificazione del brand, nato ufficialmente da meno di un anno”.  

Quando ha maturato l'esigenza di iniziare un'avventura sicuramente stimolante ma altrettanto difficile?
“Siamo tre donne unite non solo da amicizia, ma da stima professionale ognuna nel proprio campo di competenza. Come spesso capita, da un momento di confronto abbiamo compreso fosse arrivato il momento di dedicarci a qualcosa di nuovo, diverso rispetto ciò che avevamo realizzato sino a qualche mese addietro. L’idea, partita quasi fosse un sogno, è invece divenuta pian piano concreta ed è arrivata la realizzazione: faticosa, senza dubbio, poiché improntata in primis ad uno studio approfondito del mercato affinché potessimo accontentare i diversi gusti del variegato e magnifico mondo femminile. Il punto di partenza, ascoltando noi stesse e le donne che ci circondavano, è stato pensare ad una linea che, con prezzi adeguati, avesse la forza di accompagnare ogni nostra cliente nell’arco di tutte le attività quotidiane, in modo che, indossando lo stesso capo, si potesse sentire a suo agio sia a lavoro che ad un appuntamento extra professionale”.

Come definirebbe, quindi, gli abiti del brand in tre parole?
“Versatili, perché, appunto indossabili nelle attività diurne e lavorative così come ad un cena tra amiche o ad un appuntamento elegante. Glamour, poiché rispondono agli inevitabili trend del momento e accessibili per i costi contenuti. Queste caratteristiche rappresentano in toto l’impegno imprenditoriale che abbiamo deciso di affrontare”.

EZIA MODAFFERI

Oggi vi è la possibilità di poter variare il proprio abbigliamento in base non solo ai gusti, ovviamente, ma anche secondo le proprie capacità economiche e necessità. In una così vasta scelta quale l'aspetto peculiare delle vostre creazioni?
“Innanzitutto stiamo producendo sia in Italia che all’estero, con stoffe italiane, affidandoci ad esperte mani sartoriali, quindi garanzia di requisiti di livello. Il brand, inoltre, può contare su una produzione flessibile per rispondere velocemente anche a richieste elevate. Ciò permette di soddisfare le esigenze del target cui il marchio si rivolge, fidelizzando la clientela ed acquisendone nuova proprio grazie alla qualità dei tagli e dei tessuti e alla celerità nel confezionamento e nelle consegne”.

Le tendenze sono, per loro stessa essenza, variabili e si consumano velocemente. Quale la caratteristica che non dovrebbe mai mancare a chi vuole trasformare un'idea in ispirazione da indossare?
“Insisto nel dire che la variabile debba essere connotata al concetto di versatilità. Un capo deve essere in grado di essere indossato con disinvoltura con qualsiasi mise. Trasformarsi, sia che venga abbinato ad un look più casual che ad un abbigliamento più formale o elegante. Essere un passepartout adeguato a scandire tutte le ore della giornata”.

Nel percorso di crescita che riguarda un marchio giovane quanto possono contribuire le nuove tecnologie e in particolare i social network?
“Posso affermare che le nuove tecnologie, così come i social network, soprattutto per quanto riguarda il marchio che ho creato, contino tantissimo. Oltre al commercio on-line, inerente l’aspetto commerciale appunto, è ormai indispensabile usufruire al massimo delle piattaforme di condivisione per ottenere quella visibilità necessaria a far conoscere i prodotti”.

JUSTINE MATTERA

Lo studio dei tessuti e delle linee, le capacità manifatturiere ed artigiane, il gusto e lo stile che hanno reso famosa la moda italiana: come si conciliano questi aspetti con la commerciabilità del prodotto che ha anch'essa, naturalmente, la sua importanza?
“Con l’accessibilità. La sfida è stata dimostrare che sia possibile realizzare abiti di un certo tipo senza dover costringere la clientela ad importanti impegni economici. La qualità può essere accompagnata da prezzi che siano alla portata di tutti. Questo l’obiettivo che il marchio si è posto sin dall’inizio”.  

Un consiglio a quelle donne che per varie insicurezze rinunciano ad indossare ciò che amano e ciò che a loro piace?
“L’insicurezza è un ostacolo spesso creato più dalla paura del giudizio altrui che da proprie attitudini caratteriali. Il mio consiglio perciò è quello di assecondare, anche nel modo di vestire, la propria personalità, osando senza allontanarsi dalla strada maestra rappresentata, sempre e comunque, dal buon gusto”.