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Lunedì, 23 Settembre 2019

Giacomo Battaglia, a Reggio Calabria mancheranno la sua arte e la sua eleganza

Artista a tutto tondo, cabarettista, comico, presentatore, autore di testi, attore di cinema e di teatro, interprete di ruoli anche drammatici.

Tutto questo era Giacomo Battaglia che ha lasciato un vuoto profondo per la sua poliedricità. Si è spento lo scorso primo aprile in una clinica di Cinquefrondi, a soli 54 anni, dopo un’agonia durata quasi dieci mesi. Non rivedremo più il suo sorriso, ma sono rimaste le interpretazioni che lo hanno reso famoso. “Chi non ride è fuori moda”, ripeteva continuamente a quanti lo avvicinavano. Sempre pronto a sdrammatizzare, anche nella fase più acuta della malattia. Iniziò la sua carriera trentennale nelle emittenti radiofoniche della città di Reggio. Lui, Gigi Miseferi e il duo Auspici-Polimeni avevano animato a lungo un programma carico di ironia su “Touring 104”. Successivamente si fece conoscere al grande pubblico nello show televisivo “Stasera Mi Butto", riservato ai comici emergenti, trasmesso nel 1990 sulle reti Rai. In quella circostanza, venne notato da Pier Francesco Pingitore e si spalancarono per lui le porte del “Bagaglino. Il “mitico” “Salone Margherita” diventò, quindi, per la coppia Battaglia-Miseferi la seconda casa. L’allegro varietà, condotto dal duo Pippo Franco-Leo Gullotta, li vide a lungo protagonisti. Famose le imitazioni di Bruno Vespa, Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Ezio Luzzi. Giacomo e lo stesso Gigi, erano legati a Oreste Lionello, altro artista reggino giudicato da entrambi un maestro straordinario. Protagonisti anche di ruoli impegnativi, furono scritturati per l’opera di Gianni Quinto “Dietro la porta” nella quale Giacomo e Gigi interpretarono due barboni. Battaglia si fece apprezzare anche nel film “Quel che resta” (la pellicola racconta il sisma del 1908 che distrusse Reggio e Messina). Lavorò, inoltre, a fianco di Maria Grazia Cucinotta in “La moglie del sarto” e nel “Giudice meschino”, accanto a Luca Zingaretti, film per la tv del 2014 che venne girato a Reggio. Apprezzata anche la sua performance in “Villa Ada, fiction diretta da Pingitore.
Particolarmente legato alle sue radici, alla fine degli anni 90, Giacomo organizzò in Calabria un tour estivo dal titolo “Viaggio Mediterraneo”. Era una sorta di “Bagaglino itinerante”. Negli ultimi anni ricoprì l’incarico di direttore artistico del festival del Cinema di Palizzi. Stava preparando l’edizione del 2018, prima di essere colpito dall'emorragia cerebrale, risultata fatale. Non amava solo il palcoscenico, ma anche il calcio. Tifosissimo della Reggina, seguiva la formazione amaranto, impegni permettendo, in casa e fuori. Scrisse anche un libro “Racconti in Amaranto”, ripercorrendo le esperienze maturate a fianco della squadra del cuore. Più volte, assieme a Miseferi, fu ospite al “Granillo” per la trasmissione “Quelli che il calcio”. Era sugli spalti dell’“Olimpico” nella primavera del 2000, in occasione della vittoria della Reggina contro la Roma di Fabio Capello, decisa dalle reti di Ciccio Cozza e Bruno Cirillo. 

Battaglia e Miseferi

Gigi Miseferi, amico e collega di palcoscenico per una vita, dichiarò il giorno della morte di Giacomo: “Con lui se n’è andata una parte di me. Si è conclusa un’era. La mia esistenza è sempre stata declinata al plurale”. E’ probabile che Reggio ricordi lo showman scomparso con un grande evento. Qualcosa bolle in pentola. L’idea è quella di un premio per giovani artisti legato al nome di Giacomo: potrebbe essere il veicolo giusto per immortalare il riconoscimento universale delle sue capacità. L’amministrazione comunale per il giorno dei funerali proclamò il lutto cittadino. Gesto molto apprezzato dalla famiglia.