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Giovedì, 15 Novembre 2018

Tra politica e amore, l’epistolario inedito. Quando il ministro Bianchi scriveva alla Marchesa De Seta

Ottanta lettere d’amore e di storia. Il viaggio tra i ricordi di vita della Marchesa De Seta diviene sentimentale. Un carteggio romantico e appassionato che assume una connotazione di indubbia portata storica e che ci porta nei luoghi più segreti del cuore di una donna, dotta e austera, seducente e severa.

Nel libro una delle undici donne di carattere-La Marchesa con la pistola

Maria Elia De Seta Pignatelli di Cerchiara regala ai lettori pagine d’amore inedite e suggestive. Un amore d’altri tempi, che rivela la dimensione più autentica e intima dell’io, quella dei sentimenti. Vicende private arricchite dalla narrazione dei fatti storici più salienti della storia dell’Italia del secolo scorso. Ritrovate, di recente a Palermo, circa ottanta lettere da cui riemergono le dolci ed “ardenti” parole d’amore che Michele Bianchi scrive, nel pieno del ventennio fascista, alla gentildonna fiorentina. Un amore influente, romantico e non proprio convenzionale che nasce e si consuma negli anni che vanno dal 1925 al 1929. Michele Bianchi è una figura al vertice del regime mussoliniano, già segretario del Partito nazionale fascista (1921-22) e quadrumviro della marcia su Roma, fu dall’ottobre 1925 sottosegretario ai Lavori pubblici, da marzo 1928 agli Interni e da settembre 1929 ministro dei Lavori pubblici. Nelle lettere esprime le emozioni più profonde e vere per colei che fu musa ispiratrice di poeti e pittori del calibro di Gabriele D’Annunzio, Gino Severini e Renato Guttuso. Già in altre occasioni abbiamo accennato ai rapporti d’amicizia della Marchesa con l’entourage della nomenclatura fascista. Il rapporto con Mussolini, gli ambienti culturali d’elite dell’arte e della letteratura del Novecento. 

L’impegno per la tutela e la valorizzazione dei beni archeologici e paesaggistici della Calabria. Sono gli anni cruciali dell’attività politica e di governo del ministro Bianchi, originario di Belmonte Calabro. Gli anni che precedono di poco la sua morte, avvenuta nel 1930, e che succedono alle forti azioni di sostegno intraprese a favore del potenziamento economico della Calabria durante il sottosegretariato di Stato ai Lavori Pubblici. Una liaison d’amore, nata da una fervida collaborazione politica, coinvolgente al punto tale da trasformarsi in un inebriante rapporto amoroso. Frequentatore assiduo delle residenze di proprietà della Marchesa, in particolare della Torre dei Due Mari in Sila, Bianchi nella corrispondenza alterna travolgenti frasi d’amore a resoconti puntuali sulle questioni di governo e sullo stato dell’arte dello stato fascista. Richiami incessanti alla politica interna e coloniale di regime oltre che l’esposizione di dettagli organizzativi e logistici derivanti dai propri impegni istituzionali. Dai luoghi di potere più strategici del regno d’Italia soggiogata dal Dux, Michele Bianchi, in una epistola dell’ottobre del 1925, scrive alla “bellissima ed affascinante” Marchesa: “Mia gioia divina, eccomi a te. Con l’anima tesa come un arco. Con il cuore acceso come una fiamma; tuo,tuo,tuo. Nella mia vita è fiorita primavera. Tutto è azzurro.

E tu nell' azzurro risplendi come una stella d'oro. Oh Maria! Sento il tormento di non saper tradurre nello scritto quanto mi tumultua dentro. Ma tu mi vedi, è vero? I miei occhi raggianti aperti su di te. E tu sai leggere nei miei occhi. Maria ,caro nome . Io bevo il tuo nome come un liquore fatato. Maria, dolce nome. Io canto il tuo nome anche se la mi voce è stonata. Balza, trilla; risuona: Maria. Per me, per te incipit vita nova. Noi lo percorreremo insieme il cammino della vita, fianco a fianco, l’un con l’altro. Se uniti siamo due forti, insieme saremo invincibili. Ci comprendiamo, ci amiamo. Due volontà – Due intelligenze - Se fuse chi le spezza. Maria sei nel mio sangue. Sono io nel tuo? Martedì 3 corr. riparto per Rom Scrivimi subito. E non farti attendere. Hai il telefono del mio Ufficio? Eccolo: 32-981. Vita, anima, cuore mio, a presto. Michele”. Non smette di stupirci la Marchesa De Seta. Un viaggio di ricerca e d’inchiesta giornalistica che parte da lontano e che rievoca storie e personaggi di uno dei periodi più controversi dell’Italia d’allora. Emozioni e sentimenti che provano, ancora una volta, la poliedricità della vivace e ammaliante vita della Marchesa De Seta, del cui charme fu avvinto anche il quadrumviro Michele Bianchi.


 

di seguito i link di articoli riguardanti 'La Marchesa':

ROMANO PITARO

http://www.calabriaonweb.it/index.php/news3/societa/4367-storia-dimenticata-della-marchesa-maria-elia-de-seta-pignetelli

 

 ANNA DE FAZIO

http://www.calabriaonweb.it/index.php/news3/cultura/5352-i-ritratti-di-severini-e-guttuso-della-marchesa-maria-elia-de-seta-pignatelli

http://www.calabriaonweb.it/index.php/news3/cultura/4826-lirresistibile-fascino-della-madonna-silana-un-libro-sulla-torre-della-marchesa-nel-bosco-callistro