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Mercoledì, 22 Maggio 2019

Il dinamismo fotografico di Tommaso Le Pera in mostra a Venezia dall' 8 marzo al 5 maggio

Mariangela Melato, Gabriele Lavia e Gigi Proietti: grandi nomi del teatro italiano negli scatti del primo fotografo teatrale al mondo Tommaso Le Pera, dall’8 marzo al 5 maggio in mostra presso il nuovo spazio espositivo di Villa Widmann Rezzonico Foscari a Mira, nella città metropolitana di Venezia.

Trentadue fotografie “dinamiche”, come la tecnica inventata da Le Pera quando negli anni ’60, senza aver mai visto uno spettacolo teatrale ma con una buona base tecnica ereditata dal padre fotografo, da Sersale, intraprendente borgo calabrese fra lo Ionio e il monte Gariglione, si trasferisce a Roma, intrufolandosi nei teatri con la macchina fotografica nascosta sotto la giacca. È così che sono nate le prime istantanee di attori in movimento, scatti narrativi di una pièce colta in tutta la sua naturalezza: Le Pera restituisce l’anima di ogni spettacolo, è il depositario esclusivo di migliaia di espressioni, gesti, umori arpionati sul palcoscenico in oltre mezzo secolo e che, essendo irripetibili, il teatro non può più proporre, se non attingendo a un “disumano” bagaglio che con oltre 4500 spettacoli rappresenta il più vasto archivio teatrale al mondo.

«La fotografia teatrale è tutto ciò che resta dopo uno spettacolo – commenta “il fotografo del teatro italiano” preparandosi alla giornata inaugurale della mostra a lui dedicata – ed è importante per me che il pubblico, la gente, i lettori possano ricordare attraverso i miei scatti quei momenti e quelle emozioni per rivivere ancora una volta la loro passione e la loro curiosità per il teatro e i suoi grandi personaggi».

Un’immagine di Villa Widmann, uno dei gioielli del tardo barocco veneziano i cui spazi espositivi sono stati recentemente restaurati. La mostra si inaugura alla presenza dell’autore venerdì 8 marzo 2019 alle ore 18,00 e potrà essere visionata fino al 5 maggio tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle ore 10,00 alle ore 16,30. L’accesso alla mostra è gratuito

In mostra nella suggestiva location che è uno dei gioielli del tardo barocco veneziano – al di là della sua capacità di cogliere le intuizioni artistiche degli attori senza interromperli mai, in fotografie tutt’altro che irreali o snaturate quali sono quelle in posa, unica forma di fissazione della memoria teatrale che esisteva prima del dinamismo di Le Pera – c’è anche un’intera vita affollata di incontri e relazioni indimenticabili. In particolare con la Melato, Lavia e Proietti, di cui il fotografo ha immortalato l’intera carriera creando intensi sodalizi di amicizia: «Conosco tutte le vicissitudini delle loro vite, le loro angosce, preoccupazioni, felicità. Mi coinvolgono nella costruzione e nell’evoluzione dei loro spettacoli. Di questo sono fiero, perché di solito si frequentano gli artisti per un paio di giorni, io invece, da amico, partecipo alla loro vita dentro e dietro i palcoscenici».

Ecco quindi che Mariangela Melato, Gabriele Lavia e Gigi Proietti sono i protagonisti di questo percorso emotivo che ritroviamo anche nei libri a loro dedicati e pubblicati da Manfredi Edizioni (a disposizione presso il bookshop della villa settecentesca), nati dalla volontà editoriale di omaggiare il teatro con una collana che unisce le testimonianze degli addetti ai lavori alle fotografie degli spettacoli più rappresentativi.

In occasione dell’inaugurazione sarà possibile assistere a una proiezione di altre fotografie di Le Pera per comprendere meglio il lavoro fatto dietro la macchina fotografica in oltre cinquant’anni di carriera in cui, tra influenza avanguardistica e quella del teatro classico, i registi e gli attori i cui spettacoli teatrali sposano la sua visione di fotografia e più in generale di arte «sono praticamente tutti. Non ho – spiega – una predilezione particolare, anche se parecchi li frequento molto di più. Il teatro classico di Lavia è talmente spettacolare che non si può non innamorarsene. Così come quello d’avanguardia di Sepe, per fare alcuni esempi. Ma tutti gli spettacoli hanno una valenza incredibile, anche quelli degli autori contemporanei.

Tommaso Le Pera: “La fotografia teatrale è tutto ciò che resta dopo uno spettacolo ed è importante per me che il pubblico, la gente, i lettori possano ricordare attraverso i miei scatti quei momenti e quelle emozioni per rivivere ancora una volta la loro passione e la loro curiosità per il teatro e i suoi grandi personaggi”

Anzi, devo dire che sono molto più attratto dagli autori contemporanei, soprattutto da attori e registi giovani. Infatti, frequento tantissimo l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, a cui sono legato da un rapporto affettivo e professionale molto profondo. In particolare prediligo la scena napoletana: secondo me, in questo momento storico, a Napoli ci sono i migliori commediografi, i migliori registi e un serbatoio inesauribile di attori bravissimi. Napoli è una città straordinaria e sotto questo punto di vista sono i migliori al mondo, non c’è niente da fare. Ho appena pubblicato un libro su Tato Russo, autore, regista, attore, commediografo e musicista napoletano eccezionale, stimolante. Ogni suo spettacolo teatrale è diverso dall’altro e ogni volta mi sorprende».

Preludio per altre iniziative espositive, la mostra dedicata al dinamismo fotografico di Le Pera, realizzata in collaborazione con la casa editrice Manfredi Edizioni, segna un passo importante per il territorio che, nella lungimiranza degli organizzatori, ha pensato di omaggiare non solo un fotografo di fama internazionale, apprezzato soprattutto in Germania, Francia e Stati Uniti («quando venivano compagnie straniere andavo di mia iniziativa a fare fotografie, poi gliele offrivo e loro se ne innamoravano, avvinti dalla spontaneità della performance catturata in un’immagine»), ma anche un momento “tutto italiano”attraverso il tributo a tre artisti che con le loro immense qualità interpretative hanno fatto la storia del nostro teatro.