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Martedì, 21 Maggio 2019

Presentata la relazione annuale del Garante per l’infanzia. Marziale: “Lavorare per una cultura davvero rispettosa dei diritti dei minori”

In auditorium ‘Calipari’ riempito in ordine di posto, com’è sua consuetudine, Antonio Marziale Calabria ha tracciato il bilancio dell’attività relativa all’ anno 2018 del Garante dell’Infanzia e per l’adolescenza della regione Calabria.

La relazione è stata anticipata dall’assemblea nazionale dei Garanti di tutte le regioni d’Italia, evento unico e di straordinaria importanza perché si è svolto per la prima volta al Consiglio regionale della Calabria. In una prima fase di interventi, moderata da Piero Gaeta capo redattore di ‘Gazzetta del Sud’, ha fatto gli onori di casa il Presidente del Consiglio Nicola Irto, il quale ha riconosciuto il lavoro e i risultati del Garante: “Dalla relazione non c’è dubbio che emergono dati preoccupanti, ma è altrettanto vero che il proficuo impegno del Garante ha concesso delle soluzioni concrete e percorribili. Rivendico a distanza di anni la scelta della nomina di Marziale alla guida di un ufficio tanto delicato quanto importante, e so che è stata apprezzata da tutto il Consiglio. Quello che posso dirvi che stiamo lavorando su tutto il territorio nazionale, affinché assieme alle altre assemblee regionali, si arrivi ad una completa armonizzazione della legislazione in materia di diritti dell’infanzia e adolescenza. Tra le tante criticità quella che più mi rammarica è l’alta percentuale di dispersione scolastica, soprattutto in alcune aree della nostra regione. In quei territori si corre il rischio che periferia geografiche diventino periferia sociale per la nostra terra. Dobbiamo prefissarci, noi uomini e donne all’interno delle istituzioni, il compito di garantire e tutelare ai minori, tra gli altri, il diritto di sognare e il diritto di immaginare un futuro migliore e realizzarlo.

Durante il corso della relazione sono stati illustrati numeri certamente allarmanti ma che hanno avuto una contrazione grazie all’ imponente attività del Garante, che testimonia il lavoro svolto in questi tre anni dall’ufficio regionale. Dal 2016 ben 537 segnalazioni all’ ufficio. Tante ancora le azioni da realizzare in ambito scolastico, sanitario e sociale. Ma un punto del suo programma illustrato e per il quale non ha nascosto soddisfazione è quello di aver avviato all' Annunziata di Cosenza la terapia intensiva pediatrica, istituita con decreto nel novembre del 2016 impegnando fondi, per 50 mila euro, garantiti dal budget assegnato all’ufficio del Garante regionale e destinato alla formazione del personale medico specialistico. ‘L’avvio del servizio - ha orgogliosamente evidenziato Marziale - ha evitato le consuete emigrazioni sanitarie in altre regioni. In sette mesi di attività effettiva all’ospedale cosentino sono stati ricoverati 23 bambini, 10 ricoveri diretti, 13 trasferiti da altre unità operative” . Tra gli altri risultati ‘portati a casa’, il Garante ha evidenziato l’importanza della sottoscrizione di protocolli importanti con i Tribunali per i minorenni e l'Unicef grazie all’intesa raggiunta con il suo presidente nazionale Francesco Samengo, anche lui presente in sala.

Delle 537 segnalazioni totali oltre 200 sono state evase nel 2018, un elemento che testimonia - secondo il Garante - una maggiore sensibilità e conoscenza dei diritti dell’infanzia e da parte di una comunità responsabile e vigile, e soprattutto una fondamentale attività di informazione e comunicazione finalizzata alla dell’ufficio del Garante. Le materie, affrontate dal Garante calabrese, hanno riguardato principalmente i fattori di rischio per la salute dei bambini, i conflitti in ambito familiare, i conflitti tra cittadini e servizi sociali, sanitari o amministrazioni pubbliche. Le difficoltà più attualizzate invece, si sono registrate in ambito scolastico, nel sistema di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e per la violazione dei loro diritti. Il lavoro del Garante ha fatto registrare maltrattamenti, abusi, violenze e i comportamenti scorretti di media e web. Dalla relazione annuale è emerso che la maggior parte delle segnalazioni provengono dai genitori, da uno dei due nei casi di conflittualità familiare. Antonio Marziale ha chiosato con una non tanto velata polemica: “I bambini calabresi hanno bisogno di risposte, certe e concrete. Le insufficienze strutturali della nostra regione rappresentano delle vere e proprie barriere dei diritti fondamentali dei minori. Prime fra tutte le barriere sanitarie e poi i trasporti. Infine il dato allarmante è che il 90 per cento degli istituti scolastici non ha il certificato di agibilità.”