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Martedì, 21 Maggio 2019

Immagine 'gustosa' della Calabria: 'Romanella'. La sua storia sa di America...

Fare impresa al sud, fare impresa in Calabria! E' difficile. Questo il diffusissimo luogo comune che imperversa da sempre.

E non v'è dubbio che qualche difficoltà possa esistere veramente ma, buona volontà, preparazione, dedizione, sono certamente ottime carte da giocare per conseguire il successo. C'è un'azienda al sud, non ce n'è solo una in realtà, ma noi vi parleremo di una in particolare, il cui successo internazionale è la “prova provata” che l'imprenditoria al sud si può fare, si tratta di un esempio di successo, uno su tutti, quello delle storiche bibite Romanella che, insieme ad altre belle realtà, offrono una degna immagine della Calabria, la Calabria che lavora, che realizza, che esporta, che produce. Ne parliamo con Salvatore Presentino, titolare dell’azienda, e lo facciamo non partendo dalla storia del marchio ma da una circostanza, amena, che lo ha portato a calcare il piccolo schermo.

 Un successo, quello della sua azienda che l’ha portata ad essere contattato da Rai Uno per partecipare alla trasmissione “Soliti ignoti”, in onda in preserale, e condotta da Amadeus.

“Si, devo dire che è stata una bellissima esperienza. Mi hanno contattato via email invitandomi quale produttore di cedrata, ma poi hanno preferito parlare di gassosa che, comunque, è uno dei nostri prodotti più conosciuti. E' stato veramente divertente e ci ha dato grande soddisfazione il fatto di essere stati scelti tra tanti produttori, piccoli e grandi, che ci sono in Italia”.

Bene adesso sì, possiamo iniziare a tracciare la storia della sua amata azienda. Il suo non è un semplice "lavoro" ma una vera e propria passione che trasmette attraverso dei prodotti di successo. Come nasce la storica Romanella?

“L'azienda nasce il 19 marzo del 76, fondata da nonno Giacomo Gatto, che lavorava presso l'azienda del cognato ma era desideroso di creare qualcosa di suo”.

Mi sembra che abbia avuto successo...

“Si, lo ha avuto. Ha dato vita a un brand che oggi, dopo oltre 40 anni, possiamo dire vincente. Un brand Che parte dalla Calabria e arriva in Australia, Cina, Giappone…”.

Tra non molto vorrò indagare sul segreto del vostro successo, ma prima ho una curiosità, perché una bandiera americana quale simbolo di Romanella?

“Perché a quei tempi, erano gli anni 70, la bandiera a stelle e strisce rappresentava modernità, libertà, apertura, indipendenza. Era veramente un simbolo attrattivo. Si parla di puro marketing naturalmente”.

Un'ottima trovata allora.

“Si, per l'epoca si, ma poi sono venuti anni in cui, in alcuni paesi, la bandiera americana non era poi così gradita e i suoi colori non erano più benvisti. Esportando in quei luoghi, per un certo periodo, abbiamo dovuto accantonare lo storico simbolo”.

Sempre scelte di marketing?

“Si. Obbligatorie”.

 Quando iniziate esportare?

“Abbiamo iniziato ad ampliare il nostro mercato, uscendo dai confini Calabresi, negli anni 90. Piccole esportazioni per la verità, e ci siamo fermati quasi subito perché la nostra famiglia ha subito una grave perdita… muore lo zio Rino. Questo ci colpisce duramente, tanto da portare una piccola stasi dell'azienda, in termini di evoluzione, un rallentamento nella scalata già intrapresa.”

E’ stata dura?.

“Si. Ma ci rialziamo e nel 2000 riprendiamo piccole esportazioni in Canada, quando l'azienda passa nelle mani di mio a papà, Mario Presentino, marito della figlia di nonno Giacomo; e di li inizia un nuovo percorso, mantenendo standard qualitativi e antiche ricette ma, nel contempo, conferendo un'impronta nuova alla Casa”.

Una volta radicato sul territorio, il marchio ha iniziato ad ampliare il target dei destinatari, mirando anche ad un pubblico giovane. E' sempre papà a guidare l'azienda?

Presentino col nonno- Anni 80

“No. Nei primi del 2010 papà inizia a darmi più di spazio sulle decisioni aziendali, confidando in me per  un  rinnovamento di immagine e di comunicazione dell'azienda”.

Va fatto periodicamente?

“Continuamente! L'esigenza è quella stare al passo con il range di età, che è molto giovane”.

Quindi serviva un giovane?

“Si, e anche appassionato. Mio padre lo sapeva, mi ha dato fiducia e io ho iniziato a guardare al mercato da un'ottica diversa”.

Immagino che lei sia cresciuto a pane e... gassosa!

“Eh già. A 7 anni frequentavo l'azienda. Il nonno non aveva tempo per portarmi in giro, così andavo in fabbrica con lui. Guardando, ascoltando, seguendo; negli anni iniziavo a conoscerne il funzionamento, anche giocando a dare una mano. Sono cresciuto lì dentro”.

Cosa è cambiato con il suo coinvolgimento attivo nell'iter gestionale?

“Ho iniziato a partecipare alle fiere per esempio. Questo ci ha consentito di portare l'azienda fuori dai confini della nostra regione e non solo, anche dai confini italiani. Ci ha portati al confronto con tante altre aziende e, dunque, anche ad una crescita”.

Dove?

Salvatore Presentino a 2 anni -1986

“Colonia, in Germania, è la prima fiera a cui abbiamo partecipato”.

Poi?

“Poi abbiamo proseguito: Cibus, Tuttofood, Vinitaly, e nel 2017 New York. Mete difficili da raggiungere per questo ringrazio la Regione Calabria che ci ha dato l'opportunità di crescere, e con noi cresce anche il territorio”.

E' una semina?

Si, e sono certo che i frutti saranno copiosi e gustosi per tutti, perché se cresce un'azienda cresce il territorio, in termini economici e di conseguenza in termini occupazionali, e così via... è un circolo virtuoso. Quello che ci serve è la pazienza, oltre al lavoro chiaramente”.

Bene, è una bella storia, che racconta di famiglia, unione, passione per il lavoro. Già leggendola si intravedono i motivi del successo, ma credo sia molto interessante parlare della qualità, delle materie prime, che fanno del vostro marchio un marchio vincente e che portano in giro per il mondo l'immagine della Calabria con le sue peculiarità e le sue eccellenze di cui voi siete, lo dicono i numeri, un esempio.

“Grazie. Noi siamo conosciuti storicamente per la gassosa al caffè che è divenuta simbolo originalità e spesso veniamo identificati proprio con quel prodotto specifico”.

E' una tradizione calabrese o la troviamo anche in altri luoghi?

Foto del nonno di Presentino

“La gassosa al caffè è una tradizione calabrese anche se ormai si produce qualsiasi cosa e ovunque, ma noi siamo tra i primi produttori e la sua produzione ci caratterizza, come caratterizza la nostra terra”.

Qualità delle materie prime è importante?

“Basilare direi. E convinti di questo siamo una delle poche aziende che usa succhi naturali e non aromi ed essenze”.

Quanto è importante la valorizzazione dei prodotti locali?

“Teniamo molto anche a questo. Produciamo tutto ma abbiamo un riguardo particolare per i frutti della nostra terra”.

Parla del bergamotto immagino?

“Certamente, ma non solo”.

Partiamo dal Bergamotto

“Nel 2013 nasce Bergamella. In quegli anni si è inteso supportare la rinascita del peculiare agrume e valorizzare questo prezioso prodotto nostrano. Inizialmente la bibita conteneva il 15% di succo, oggi siamo arrivati al 25%”.

Salvatore Presentino

Certo il bergamotto, lo ricordiamo, è un prodotto che nasce solo a Reggio Calabria e che merita grandi palcoscenici. Poi cos'altro?

“Un altro progetto, realizzato in collaborazione con la Coldiretti, è la nostra aranciata. Si chiama Belladonna e viene prodotta con arance di Villa San Giuseppe, dalle quali prendono il nome”.

E' un bel nome.

“Eccome, tra l'altro è anche una tra le 5 parole più conosciute all'estero” (sorride ndr.).

Esiste una legge che prevede la presenza di una percentuale minima di succo all'interno delle bibite.

“Noi superiamo quella percentuale, dal 2017 la percentuale nelle nostre bibite era al 22% e oggi, in linea con la Bergamella, il 25%”.

Che equivale a?

“Ben 5 arance per bottiglietta da 200 ml. Non aggiungiamo coloranti ma usiamo carote, non inseriamo conservanti ma pastorizziamo per la lunga conservazione, e presto otterremo il certificato bio per ciò che attiene la lavorazione, ma anche per la coltivazione delle arance”.

Le pongo il quesito col quale ho introdotto questa intervista, anche se alla luce delle nostra chiacchierata la risposta è pressoché scontata, ma mi piacerebbe che argomentasse: fare impresa al sud è una mission impossible?

Apertura azienda nel 1976

“No, tuttavia devo ammetterlo, non è cosa semplice. Ci si scontra con la dura realtà delle distanze, dei costi, delle difficoltà legate alla distribuzione e anche dalla presenza sul mercato di prodotti a basso costo. Purtroppo però la qualità si paga e noi siamo i primi a farlo per i nostri clienti, per loro non badiamo a spese”.

La concorrenza è molta?

“Diciamo che non soffriamo la solitudine”.

Come vi attestate nel contesto della produzione che riguarda il settore?

“Risultiamo essere azienda leader nel settore per il meridione e secondi in Calabria per produzione”.

Avete anche ottenuto dei riconoscimenti importanti se non sbaglio...

“Si, nel 2016 il Sindaco Giuseppe Falcomatà ha voluto onorarci con il prestigiosissimo Sangiorgio d'oro conferitoci sia per la storia della nostra azienda sia per l’uso e la valorizzazione del bergamotto. Nel 2018 abbiamo ottenuto il premio innovazione della Camera di Commercio, per essere stati i primi a innovare il prodotto al bergamotto producendolo in lattina”.