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Mercoledì, 24 Luglio 2019

Dal buio alla rinascita attraverso lo sport. Grazie all'associazione 'Aida onlus'

A volte invece capita che sei giovane e che sei disabile, perché un giorno il destino ha deciso, senza renderti partecipe, di cambiare le carte in tavola.

E allora esistono storie sul coraggio di ricominciare, di risollevarsi. Come quelle di Alessio, Enza e Francesco, ragazzi disabili che dopo un brutto incidente hanno trovato nello sport la spinta per vivere una seconda vita. Tutti e tre fanno parte dell’Associazione Aida Onlus, di Laureana di Borrello, che dal 2005 promuove campagne di sensibilizzazione e solidarietà a favore di tutte le persone diversamente abili.

Enza Petrilli

Enza Petrilli: “Lo sport ti dà libertà e ti fa capire che non è finita”. “La mia seconda vita comincia una sera d’estate. Stavamo andando in macchina con il mio ragazzo ad una festa di paese, insieme ad altre persone, quando siamo stati investiti da un camion che mi ha letteralmente sbalzato fuori dalla macchina. Mi hanno ritrovata esanime fra le erbacce. Sono stata in coma per cinque giorni e al mio risveglio ho capito che ma mia vita era completamente cambiata”.

Enza, 27 anni, da quando ha riaperto gli occhi non ha mai avuto un momento di esitazione. Si è avvicinata allo sport quasi subito, nei mesi trascorsi ad Imola per la riabilitazione. Lì ha provato il tennis, il basket in carrozzina e la scherma. Poi è arrivato il tiro con l’arco: “Grazie a Reno Insardà e la sua associazione Aida, sono entrata in contatto con un istruttore vicino al mio paese ed è stato vero amore. Da quel momento non me ne sono più allontanata”. Enza comincia cosi a gareggiare e a vincere. È medaglia di bronzo nei Campionati Italiani Indoor Para-Archery che si sono svolti a Palermo a febbraio dello scorso anno e quest’anno sempre a febbraio ha conquistando prima l’argento nella categoria senior arco olimpico femminile e poi il secondo posto negli assoluti ai campionati nazionali di classe indoor para-archery di Pesaro. Ormai arco e freccia sono un prolungamento del suo corpo. “Lo sport ti dà libertà e ti fa capire che non è finita. Poi nel mio settore, gareggiando insieme alle persone normodotate non ti senti inferiore ma normale come tutti”.

Francesco Comandè: “Il mio obiettivo è quello di seguire sempre i proprio sogni e di cercar di superare sempre i propri limiti”.

Francesco ha 10 quando perde una gamba a causa di un brutto incidente mentre lavora in campagna con il suo trattore. Ma ha un carattere forte e trasforma quella “perdita” nella sua forza più grande. “Mi sono avvicinato allo sport paraolimpico grazie a Giusy Versace. Insieme a lei, che mi ha preso sotto braccio e mi ha stimolato ad uscire di casa e non rinchiudermi in me stesso, tutto è cambiato. Ho scoperto l’atletica leggera e ho gareggiato per due anni a livello nazionale, vincendo anche un campionato italiano ad Ancona nei 100m metri. Ho avuto anche la fortuna di vestire la maglia azzurra. Poi nel 2003 ho deciso di avventurarmi con il basaket in carrozzina e ancora oggi è il mio sport”. Francesco ha chiaro qual è l’obiettivo da seguire: “Quello che mi ha spinto di più ad andare avanti, a credere che esiste un futuro, era la voglia ritornare a giocare per vedere di nuovo felice la mia famiglia. Ai giovani dico di non arrendersi mai. Non smettere mai di seguire i proprio sogni e di cercare sempre di superare i propri limiti”.

Francesco Comandè e Alessio Torquati

Alessio Torquati: “Amo il basket, mi dà speranza e ogni giorno punto ad arrivare il più in alto possibile”

Alessio, nel 2004, a soli sette anni è stato vittima di un brutto incidente stradale che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Oggi che di anni ne ha 22 si guarda indietro con sguardo fermo, consapevole che la sua condizione non è stata un vincolo mentale ma si è trasformata nel tempo in un pilastro, che ha trovato nello sport il suo punto di riferimento: “Ho conosciuto il basket in carrozzina casualmente ma è stato subito amore. La mia prima partita ufficiale è stata nel 2012 con la Lazio, anche se sono di fede romanista (ride ndr). Con loro sono stato più di 3 anni, vincendo il campionato di serie B.  Poi mi sono trasferito in Sardegna per giocare con il Sassari e oggi milito tra le fila del Santa Lucia Basket di Roma”. Qui arrivano gli ultimi successi. Vince l’edizione 2018 dell’Euro League 3, dopo una tre giorni di gare a Badajoz, in Spagna, superando in finale l’altra italiana impegnata nel torneo, il S. Stefano UBI Banca, al termine di un match tiratissimo e finito col punteggio di 57 a 56. Si tratta del primo successo di un club del nostro campionato in Europa dal 2013.

“È stata davvero un emozione bellissima. Sono molto felice perché ho fatto esperienze uniche grazie al basket e allo sport. Per questo ogni giorno lavoro per arrivare più in alto possibile”. Alessio ha rivestito anche la maglia azzurra della nazionale under 22, arrivando terzo agli Europei 2014 a Saragozza e partecipando ai Mondiali, che si sono svolti a Toronto in Canada nel 2017.

Ai giovani come lui Alessio lancia un messaggio: “I risultati che ho raggiunto rappresentano una rivincita e sono segno di speranza perché oggi è possibile vivere una vita normale. Per questo dico a tutti quelli che sono nelle mie condizioni di non arrendersi e combattere sempre”.